Ecografia Epatica e Vie Biliari

Aggiornamento: gen 10

Che cos’è?

L’ecografia epatica consente di ottenere utili informazioni sulle dimensioni e sulla struttura del fegato e di ricercare la presenza di tumori o cisti al suo interno. Con lo stesso esame è possibile verificare la presenza di calcoli nella colecisti e nelle vie biliari. L’esame va effettuato in caso di alterazioni del valore delle transaminasi all’esame del sangue, in caso di positività dei markers dell’epatite ed in caso di sintomi sospetti per la presenza di calcoli nella colecisti (dolore al di sotto delle coste a destra che si irradia verso lo stomaco ed alla schiena che insorge in particolar modo dopo i pasti specie se ricchi di grassi). Mediante l’impiego del color Doppler è possibile studiare anche la vascolarizzazione del fegato; tale esame è particolarmente utile nei pazienti affetti da cirrosi epatica nei quali è possibile identificare precocemente la presenza di circoli collaterali che danno origine a varici. Lo studio ecografico è inoltre di fondamentale importanza nei pazienti affetti da tumori che danno metastasi a livello del fegato (ad esempio il carcinoma mammario).


Ecografia Epatica e Vie Biliari

E’ necessaria una preparazione ?

Per questo tipo di ecografia è necessario essere a digiuno da almeno 8 ore (dopo i pasti la colecisti si svuota e non può essere visualizzata). E’ opportuno inoltre evitare di mangiare verdura cruda, frutta non sbucciata, legumi, latte e latticini nei tre giorni precedenti l’esame. Tali alimenti tendono infatti a fermentare nell’intestino e a produrre gas (meteorismo) che impedisce agli ultrasuoni di passare. In caso di sensazione di gonfiore addominale si può associare alla dieta l’assunzione di carbone vegetale o farmaci che riducono la produzione di gas intestinale. Come si interpretano i risultati ? Nel referto può essere descritta una condizione di “steatosi epatica”; tale termine indica che il fegato è “grasso” ed esprime una condizione di sofferenza dell’organo dovuta spesso a disordini alimentari che conducono ad eccesso di colesterolo nel sangue. A volte la steatosi può essere dovuta all’azione di virus come quelli dell’epatite che danneggiano il fegato. I noduli epatici vanno quasi sempre approfonditi con esami più specifici come la TAC con mezzo di contrasto; un nodulo iperecogeno può spesso essere dovuto ad un angioma che è un tumore benigno che non richiede trattamento. Il termine “formazione litiasica” si riferisce alla presenza di un calcolo che nella maggior parte dei casi si trova all’interno della colecisti. Che altri esami si possono effettuare ? Se non già effettuati è utile eseguire gli esami del sangue (transaminasi, gamma GT, fosfatasi alcalina, markers dell’epatite). In caso di noduli epatici è spesso necessario effettuare una TAC con mezzo di contrasto o una Risonanza Magnetica. La biopsia epatica ecoguidata permette di ottenere una diagnosi istologica delle lesioni e di caratterizzare meglio le alterazioni della struttura del fegato.

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