Ecografia Addominale

Aggiornato il: gen 10

Che cos’è?

L’ecografia addominale permette di studiare tutti gli organi addominali ed i principali vasi sanguigni che si trovano nella cavità addominale. In particolare si visualizzano il fegato, la colecisti e le vie biliari , i reni , il pancreas, la milza, l’aorta e la vena cava. E’ possibile pertanto valutare buona parte delle patologie che riguardano l’addome ad eccezione di tutte quelle che colpiscono il tratto gastro-intestinale (stomaco, intestino e colon). In caso di dolori addominali, alterazioni degli esami di laboratorio che riguardano uno dei succitati organi, nel sospetto di calcoli a livello della colecisti o dei reni, è utile eseguire l’ecografia addominale che consentirà ottenere una “panoramica generale” dello stato di salute dei vari organi e di orientare verso l’esecuzione di esami più specifici.



E’ necessaria una preparazione ?

Per questo tipo di ecografia è necessario essere a digiuno da almeno 8 ore (dopo i pasti la colecisti si svuota e non può essere visualizzata). E’ opportuno inoltre evitare di mangiare verdura cruda, frutta non sbucciata, legumi, latte e latticini nei tre giorni precedenti l’esame. Tali alimenti tendono infatti a fermentare nell’intestino e a produrre gas (meteorismo) che impedisce agli ultrasuoni di passare. In caso di sensazione di gonfiore addominale si può associare alla dieta l’assunzione di carbone vegetale o farmaci che riducono la produzione di gas intestinale.

Come si interpretano i risultati ?

Il referto dell’esame descriverà ciascun organo riportando le possibili alterazioni visualizzate. Per quello che riguarda il fegato e i reni è possibile visualizzare la relativa scheda. Il pancreas potrà essere aumentato di volume o presentare ecostruttura disomogenea, in tale caso si può sospettare una pancreatite che va confermata con gli esami del sangue. Possono inoltre essere presenti dei calcoli a livello del Wirsung (il dotto che consente l’uscita degli enzimi pancreatici) o lesioni focali (possibili tumori) che inducono all’esecuzione di una TAC. La milza presenta generalmente struttura omogenea e in alcuni casi può essere di dimensioni aumentate (quando il diametro è maggiore di 12 cm). Ciò avviene generalmente nelle malattie infettive ed in alcune anemie ma anche leucemie e linfomi possono dare un quadro simile. L’aorta addominale può presentare “apposizioni calcifiche” che sono segni di aterosclerosi e che se non riducono il lume del vaso non sono preoccupanti o “dilatazioni aneurismatiche” che sono invece punti in cui la parete del vaso è dilatata e diventa sottile rischiando di rompersi con gravi conseguenze. La vena porta raccoglie il sangue che giunge dall’intestino attraverso la vena mesenterica superiore e dalla milza attraverso la vena splenica ed è normale se ha un diametro inferiore ai 12 mm quando entra nel fegato. La vena cava viene studiata lungo il suo decorso addominale per verificare la presenza di eventuali linfonodi ingrossati attorno ad essa.

Che altri esami si possono effettuare ?

Gli esami di secondo livello per le patologie addominali sono la TAC con mezzo di contrasto, la Risonanza Magnetica e la Gastroscopia o la Colonscopia per quello che riguarda il tratto gastrointestinale.





30 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

© 2021 Dott. Guido Maria Meduri

Via Cassia, 925 - Roma

Corso Garibaldi, 563 - Reggio Calabria

  • LinkedIn Icona sociale